Simone Dell’Aglio, conosciuto come Simon TheGraphic, è un artista digitale nato a Brindisi nel 1981 e trasferitosi a Milano nel 2008. Dopo un lungo intervallo dalla pratica artistica, nel 2020 torna al disegno a vent’anni dal diploma d’arte con la serie Angeli al Microfono, un omaggio a dieci grandi voci della musica internazionale. Questo ritorno non è solo una ripresa: è l’inizio di una nuova identità artistica.
In soli cinque anni realizza oltre 500 opere, esponendo in diversi luoghi culturali della scena milanese e attirando l’interesse di realtà istituzionali come l’Università Bicocca, che lo invita, il 17 maggio 2024, a partecipare all’evento Arte queer. Corpi, segni, storie. Tra le sue mostre più significative figurano Milano è colorata, Pòppeople, Queer Cartoon e Le Pellicolose (2025), che sancisce il suo ingresso in due dei luoghi simbolo della cultura milanese: il Cinema Anteo e il Piccolo Teatro Strehler.
Nel novembre 2025, insieme al collettivo cuoregrato, trasforma quella che doveva essere una semplice esposizione di due giorni in un evento culturale: nasce Mothering – l’amore sopra ogni cosa, una mostra dedicata a trenta madri biologiche, adottive ed etiche. Un tributo a chi si prende cura: di un individuo, di una comunità, di una causa. Un manifesto di amore e gratitudine.
Il suo lavoro si colloca nel panorama della Pop Art contemporanea, ma sfugge a imitazioni nostalgiche: costruisce un linguaggio personale basato su campiture nette, colori pieni e volumi definiti senza alcuna sfumatura. Il digitale diventa gesto rigoroso. Le figure emergono attraverso stratificazioni compatte, come incisioni visive che trasformano la persona ritratta in icona.
I suoi ritratti non inseguono il realismo: lo reinterpretano. Ogni volto celebre o anonimo, viene tradotto in simbolo. Gli sguardi, gli oggetti, gli abiti non sono dettagli descrittivi, ma elementi narrativi. L’assenza di sfumature non impoverisce il linguaggio: lo radicalizza. Il colore diventa identità, dichiarazione, presenza.
In un’epoca in cui le immagini scorrono veloci e infinite, Simon The Graphic compie un gesto opposto: sceglie la precisione, la pulizia, la permanenza visiva. Il suo è un lavoro digitale che rivendica lentezza, metodo e intenzione. Ogni blocco cromatico è una decisione definitiva; ogni linea, un confine che costruisce significato.
Oltre alla produzione artistica, Simone è anche ideatore e produttore di Sanremory, un gioco di carte dedicato ai protagonisti del Festival di Sanremo, nato 5 anni fa e diventato un cult per appassionati e collezionisti. La figura a cui è più legato, non solo professionalmente ma emotivamente, è Raffaella Carrà simbolo di libertà, leggerezza e pop culture italiana.
La sua ricerca pone una domanda centrale alla cultura visiva contemporanea: come si rappresenta oggi l’essere umano, nell’era delle immagini e dell’identità liquida? La risposta è nelle sue opere: non riproducendo il reale, ma trasformandolo in icona essenziale, pulita, indimenticabile. Un’arte che non descrive: afferma.
