Roberto Funai lavora e vive in Toscana. Fin da giovanissimo ha iniziato, da autodidatta, a studiare le tecniche pittoriche attraverso la riproduzione dei paesaggi della terra natale, scegliendo l’acrilico e l’acquerello come mezzi privilegiati. Dopo il coming out come persona gay, la rappresentazione della comunità queer è entrata come tema sempre più importante sia nella sua produzione pittorica che nella realizzazione di installazioni.
L’omoerotismo e la sensualità maschile sono spesso al centro delle opere di Funai.
L’esposizione del corpo maschile, che suggerisce il desiderio erotico, è utilizzata come manifesto e rivendicazione pubblica della propria omosessualità in un contesto, quello della società italiana, dove l’omobitransfobia non solo è ancora fortemente radicata ma spesso istituzionalizzata.
Il corpo viene esaltato, evidenziato e glorificato con l’utilizzo di oro e argento a richiamo delle pale d’altare bizantine e gotiche per costruire una divinità terrena e carnale.
Ha esposto in personali e collettive in diverse città in Italia, Inghilterra e Olanda.
